Oramai ci siamo, le votazioni in Scozia sono terminate e finalmente potremmo
cominciare a conoscere quale sarà il destino del paese. Oggi infatti
circa 4,2 milioni di scozzesi sono andati alle urne per decidere se
restare legati al regno unito o se diventare uno stato separato ed
ottenere quindi l'indipendenza.
La Scozia infatti dal 1707 è una delle
quattro parti del Regno Unito, mantenendo comunque autonomia
in campo ecclesiastico e giuridico. Inoltre dal 1999 con la
“devolution” è stato istituito un governo e un parlamento
competenti su scuola, sanità, ambiente e giustizia.
La formula con la quale è stato creato
il referendum limita la possibilità di voto ai soli residenti
in Scozia e inoltre per la prima volta potranno votare anche gli
scozzesi che hanno compiuto 16 anni.
“Spero che la gente pensi molto bene
al futuro” erano state queste le poche ma importanti parole
pronunciate dalla regina Elisabetta in merito alla possibilità
dell'indipendenza scozzese.
La partita comunque si giocherà
principalmente sull'aspetto economico. Sarà da vedere infatti quale
moneta decideranno di adottare i nazionalisti, l'ipotesi euro non è
totalmente da scartare ma richiederebbe trattati lunghi diversi anni.
I nazionalisti quindi
punterebbero principalmente ad una sterlina scozzese legata però a
tasso fisso a quella Inglese. Al momento però è sotto gli occhi di
tutti che le riserve valutarie scozzesi non sono sufficienti ed
andrebbero rifinanziate con nuovi proventi, o con tutta probabilità
con pesantissime tasse.
Non dimentichiamo inoltre che incasso
di “Si” la Scozia sarebbe automaticamente esclusa dall'Unione
Europa e dovrebbe, se vuole farne parte, presentare una nuova
candidatura. La situazione dunque è tutt'altro che semplice.
L'appuntamento è quindi per domani,
giornata in cui potrebbe concretizzarsi un grande cambiamento nella
storia del Regno Unito.
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